Il consumo di droghe nel corso degli anni è molto cambiato, così come la popolazione di utilizzatori. Non esiste quasi più il tossicodipendente che vive ai margini. A questa figura progressivamente si sono affiancati altri profili di utilizzatori: giovani e giovanissimi che cercano lo sballo nei weekend o manager che sperano di trovare migliori prestazioni lavorative. Ciò che non è cambiato è la pericolosità di queste sostanze, che anzi, in alcuni casi, è aumentata.

Le droghe agiscono sul nostro cervello alterando la sua biochimica, in prima linea agiscono inducendo il rilascio di Dopamina che è una sostanza fondamentale nei processi di gratificazione. Possono inoltre affiancarsi altre azioni che variano da sostanza a sostanza, alcune agiscono sul dolore, altre sulle funzioni visive producendo allucinazioni. In generale inducono sensazioni positive o di potenziamento delle proprie capacità creando così dipendenza nella ricerca di provare ancora e ancora sensazioni gratificanti. Il cervello degli utilizzatori, d’altra parte, assuefacendosi alla presenza delle sostanze ne richiederà dosi sempre maggiori per poter ottenere gli stessi effetti.